Materiali innovativi da scarti lapidei certificati CE
Economia circolare, nuovi materiali marcati CE
Nel corso del 2020 e 2021, il Consorzio Marmisti Bresciani ha realizzato un ambizioso progetto di Economia Circolare in collaborazione con le aziende Senini Stone Srl, Breccia Aurora Srl, Stil Onix di Tazzoli Francesco & C. snc, Gruppo Gatti.
La sperimentazione, portata avanti sia attraverso campagne in situ che con attività di laboratorio dallo Studio MM S.r.l. di Mamiano (Pr), si è basata dapprima sullo studio e la determinazione delle principali caratteristiche chimico – fisiche dei principali scarti di lavorazione del bacino estrattivo (cappellaccio superficiale, fanghi di taglio e rettifica, cocciame, ecc.).
Una volta individuate le caratteristiche salienti dei vari scarti a disposizione del Consorzio, Studio MM ha proceduto con la progettazione di mix design, interamente costituiti dai vari materiali di risulta, in grado di soddisfare le principali caratteristiche chimico-fisiche, richieste sia a livello prestazionale che autorizzativo, per una libera commercializzazione di tali prodotti.
Si sono così realizzate alcune miscele di inerti costituite interamente da scarti di lavorazione che hanno superato tutti i test di laboratorio e sono state ritenute idonee al loro utilizzo come aggregati per opere d’ingegneria civile e sottofondi, riempimenti, ripristini ambientali.
I nuovi materiali sono tutti marcati CE ai sensi della EN 13242 in ottemperanza a tutte le nuove direttive normative in materia di Economia Circolare.

Mix 1
Miscela di inerti di recupero 0/80 mm, caratterizzata da un ottimo scheletro litoide grossolano ed una frazione fine, caratterizzata da una modesta plasticità. Ideale per ritombamenti e/o ripristini ambientali.

Mix 2
Miscela di inerti di recupero 0/80 mm, caratterizzata da un ottimo scheletro litoide ben distribuito nelle varie frazioni granulometriche e caratterizzata dalla presenza di materiale fine a scarsissima plasticità. Ideale per sottofondi e strutture viarie in genere (parti inferiori delle strutture, distanti dal piano viabile).

Mix 3
Miscela di inerti di recupero 0/30 mm, caratterizzata da un ottima distribuzione granulometrica e plasticità nulla nella frazione fine. Ideale per sottofondi e strutture viarie in genere (parti inferiori delle strutture, distanti dal piano viabile).

Mix 4
Miscela di inerti di recupero 0/30 mm, caratterizzata da un ottima distribuzione granulometrica e plasticità nulla nella frazione fine. Studiata solamente per applicazioni con stabilizzazione a cemento. Ideale quindi per sottofondi e strutture viarie in genere (corpo del rilevato in sostituzione di terreni stabilizzati a calce).
Utilizzo sostenibile degli scarti lapidei
Economia Circolare. Gli scarti delle attività estrattive rivivono in piste ciclabili a impatto zero
Nel 2023 Il Consorzio Marmisti Bresciani ha concluso e presentato il nuovo progetto di Economia circolare per la creazione di piste ciclabili realizzate con scarti lapidei per una mobilità sostenibile, realizzato in collaborazione con Studio MM S.r.l. e cofinanziato da Unioncamere e Regione Lombardia.
La coltivazione del materiale lapideo per usi ornamentali è da sempre accompagnata da ingenti quantitativi di materiale di scarto, chiamato Mistone di cava. Questa grande quantità di materiale prodotto ogni anno, viene solitamente accumulato nelle zone a valle dell’area di scavo e stoccato in cumuli di terreno misto a roccia.
La parte litoide (calcare) può essere facilmente riutilizzata come roccia frantumata per sottofondi o conferimento a cementifici per apportare il corretto tenore di carbonato di calcio.
La parte invece più fine e terrosa è di difficile riutilizzo, in quanto non presenta le caratteristiche dell’argilla classica, né può trovare impiego come materiale litoide pulito.
Scopo della sperimentazione è stato quello di verificare la possibilità di utilizzare un’aliquota da definire di questa frazione terrosa dello scarto di cava (Mistone di cava 0/10 mm) per la realizzazione dello strato di usura di piste ciclabili, forestali o pedonali, mediante un processo di inertizzazione spinto, in grado di garantire la resistenza ai cicli di gelo e al dilavamento meteorico.
Per perfezionale la circolarità del progetto, oltre al Mistone di cava, si è studiato anche l’inserimento di limi di lavaggio provenienti dalle lavorazioni di materiale lapideo del territorio.
La sperimentazione portata avanti a livello di laboratorio ha evidenziato come entrambe le lavorazioni, quella più sostenibile con leganti a base di silicato di sodio e quella tradizionale con il doppio trattamento calce/cemento, possono garantire la realizzazione di strati di usura per piste ciclabili, strade forestali o viali pedonali, interamente realizzati con materiali di scarto.
Tutti i risultati di laboratorio dimostrano la piena fattibilità del progetto, per una mobilità sostenibile ottenuta da materiali di recupero, nel pieno rispetto delle attuali linee guida europee e nazionali che puntano a privilegiare interventi di Economia Circolare.
Il passaggio dalla scala di laboratorio a quella di cantiere, va verificato e testato industrialmente, prima di poter “liberalizzare” la tecnologia proposta. È in programma la realizzazione di 2 campi prova, uno con silicato di sodio e l’altro con inertizzazione tradizionale calce/cemento, fondamentali per verificare il discorso impiantistico ottimale per poter replicare in cantiere una miscelazione efficiente ed efficacie come quelle ottenute in piccolo in laboratorio.
