Via del marmo

Il territorio

Via del Marmo

La Via del Marmo è un interessante itinerario sito tra la città di Brescia e il lago di Garda, ripercorrente gli ambienti, la storia e la cultura legati all’attività estrattiva che ha caratterizzato e tuttora determina lo sviluppo del territorio e delle società di questi luoghi.

Un percorso che parte dalle cave di Botticino, Rezzato, Serle, Nuvolera e Mazzano per arrivare fino al Lago di Garda, attraverso i comuni di Nuvolento, Gavardo, Paitone, Prevalle, Sabbio Chiese e Vallio Terme: i paesi storici in cui si estrae il marmo di Botticino nelle sue varianti e le famose “Brecce bresciane“, senza dimenticare la Valcamonica, dove, per tradizione, si lavora il porfido.

La Valle di Virle rappresenta uno dei punti focali della Via del Marmo, con l’abitato di Virle Treponti che ospita il Consorzio Marmisti Bresciani e offre notevoli attrazioni turistiche. La storia di questi luoghi riflette l’armonia tra la natura e l’attività umana, un connubio ancora vivo che ha plasmato il territorio nel corso del tempo.

Virle è rinomata per la sua ricchezza faunistica e floreale, con paesaggi che raccontano la storia millenaria dell’estrazione del marmo e la continua rinascita della natura.

Via del Marmo

Recuperi ambientali

All’interno dell’area di interesse appartenente al distretto della via del marmo, assume un’importanza strategica il tema dei ripristini ambientali e dei recuperi delle cave dismesse.

Il Consorzio Marmisti Bresciani da tempo opera una strategia che offre al tema del ripristino un posizionamento attivo e fondamentale all’interno del processo legato alla filiera dell’industria lapidea.

Il progetto di recupero di Corna Rossa è stato avviato nel tempo in diverse fasi. Dopo un primo intervento di messa in sicurezza della parte meridionale di cava, le cui pareti sono state predisposte per una palestra di roccia, Corna Rossa è diventata in breve tempo meta quotidiana degli scalatori della provincia.

Gli interventi di messa in sicurezza della parte nord della cava proseguono ad oggi, seguendo un progetto di recupero e valorizzazione che vede l’apporto del “sottoprodotto“ lapideo, a fronte della creazione di un parco che sfrutti la naturale conformazione ad anfiteatro della cava per ospitare uno spazio per concerti e spettacoli.

Frutto di un processo d’estrazione avvenuto tra gli anni ’50 e ’70, l’ex cava di Monte Fieno prevede un progetto di recupero basato sul suo riempimento grazie all’apporto del “sottoprodotto“ lapideo delle aziende associate.
L’utilizzo di questa tecnica di recupero permetterà di ottenere un livellamento del terreno che riporti l’aspetto morfologico del luogo in analisi nel suo stato originario, nel pieno rispetto dell’ambiente. Conclusa tale fase, sarà prevista sull’area la definizione di percorsi pedonali nonché una piantumazione e rinaturalizzazione mediante specie naturali autoctone.

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Percorsi tra natura e cultura

La valle di Virle è attraversata in lungo e in largo da numerosi percorsi naturalistici. I sentieri, frequentati ogni giorno da un alto numero di escursionisti, bikers e podisti, si snodano attraverso un paesaggio unico nel suo genere, composto da una ricca vegetazione, pareti di roccia, cave dismesse e antiche tracce di attività estrattiva.

La componente storico-culturale è senza dubbio una delle chiavi di lettura fondamentali dei territori della Via del Marmo. La storia artistica e architettonica di Brescia e provincia è, infatti, strettamente intrecciata con quella della primaria risorsa esistente, il marmo di Botticino.

È possibile perciò condurre la propria attività all’aria aperta divenendo parte degli stupendi scenari che caratterizzano questo luogo, dai maestosi anfiteatri di roccia di cava Ventura e della palestra di roccia di Corna Rossa che sovrastano l’ingresso nella valle, ai prati fioriti inseriti tra i boschi che circondano il rifugio ecologico, per poi soffermarsi per un ristoro nei diversi punti attrezzati per le aree picnic, o infine contemplare il ritorno della natura tra i blocchi abbandonati di una cava dismessa.
I sentieri e gli itinerari toccano ciascuno in modo differente tali realtà, non mancando mai di stupire o donare momenti di contemplazione per chi voglia concedersi una gita nel verde e nel relax della natura.

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Tradizione di un mestiere

Da prima del sedicesimo secolo il mestiere dei tagliapietre è riconosciuto e regolamentato all’interno della vita economica della collettività bresciana, prova significativa dell’esistenza di una antica e radicata cultura del mestiere dello scalpellino.

Promotore ufficiale di tale cultura è la Scuola Vantini, nata nel 1839 per volere del famoso architetto neoclassico Rodolfo Vantini e che oggi vede la partecipazione associativa dei tre comuni di Brescia, Botticino e naturalmente Rezzato.

La scuola si propone il fondamentale compito di fungere da ponte di collegamento tra storia e modernità, portando avanti l’ultra millenaria storia lavorativa del marmo, formando le nuove generazioni di professionisti e investendo nelle potenzialità artistico-culturali del mondo lapideo.