Think Global, Act Local | Glocal Emotion

Nelle vene del marmo

Glocal Emotion

Think global, act local
Imparare a conoscere la propria storia e valorizzarla
Un percorso espositivo composto da sculture e installazioni
Ideato da e dedicato a Lillo Marciano

Organizzata nel 2023 dal Consorzio Marmisti Bresciani in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia nell’ambito del progetto “Nelle vene del marmo” presentato durante Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, l’esposizione collettiva open-air Glocal Emotion è nata da un’idea di Angelo “Lillo” Marciano – sculture, curatore e animatore visionario di tante iniziative culturali – scomparso nell’agosto del 2022, con l’obiettivo di coadiuvare la valorizzazione della cultura della pietra nella contemporaneità.

Glocal Emotion è stata quindi la concretizzazione dell’ultimo progetto di Lillo Marciano, un omaggio a lui e un ringraziamento al lavoro svolto durante l’arco di tutta la sua vita, attraverso un forte legame di continuità con le sue passate iniziative, un passaggio di testimone ideale, quindi, ma quantomai necessario di intenti, volti a mantenere vivo un suo ascendente molto personale, una sorta di incantesimo dadaista condiviso con amici e collaboratori, che ad ogni nuovo progetto veniva alimentato dal momento dell’ideazione lungo tutto il percorso organizzativo, e fino al piacere e alla partecipazione della fruizione collettiva.

I curatori Franco Ghirardi e Paola Cavalli hanno progettato lo spazio di Cava Burgazzi realizzando una mostra diffusa che ha ospitato le installazioni di nomi importanti dell’arte contemporanea: Cracking Art, Renzo Nucara & Carla Volpati, Dorothy Bhawl, Stefano Bombardieri, Armida Gandini, Franco Ghirardi, Gianpietro Moretti, Angelo Confortini, Ivan Confortini, GAC ProgettoUtopia.

Il progetto Glocal Emotional è rientrato nei progetti finanziati da Fondazione Cariplo attraverso il bando “Capitale della cultura 2023”. La Fondazione ha infatti concesso un contributo di 30.000,00 euro per consentirne la realizzazione.

Glocal Emotion

Descrizione delle opere

ARMIDA GANDINI

BISOGNA SAPER SOGNARE
Il progetto che ho pensato per la mostra Glocal Emotion prevede tre installazioni site specific, ideate appositamente per il luogo estremo e connotato di Cava Burgazzi, ma in relazione con la poetica visionaria di Lillo Marciano. “BISOGNA SAPER SOGNARE” è una frase pronunciata da Lillo che ho tradotto in slogan con una modalità formale suggeritami da Lillo stesso: qualche hanno fa regalò a mio marito un’opera realizzata nell’ambito di Progetto Utopia sul nome delle vie delle città, nomi inventati, immaginati, non corrispondenti a quelli reali. Sul cartello c’è scritto: non c’è due senza tre… Ho pensato di riprodurre gli stessi cartelli, ma in grande formato, sottolineando l’importanza di saper sognare ad occhi aperti.

EPIFANIE
Le altre due installazioni sono venute di conseguenza, pensando nella storia della cultura – nello specifico la Bibbia – ad un episodio di un sogno rivelatore di immagini simboliche: la storia di Giacobbe, che durante un viaggio dorme all’aperto con una pietra come cuscino, sognando una scala celeste; al risveglio la pietra diventa una stele che marca il territorio e che rappresenta le fondazioni di una nuova città. Le due installazioni mettono in dialogo due massi di marmo con una scala da fienile (io abito nella bassa bresciana e la scala apparteneva ai miei nonni) e una scala di ferro proveniente da una cava di pietra. Un oggetto che contiene un vissuto di lavoro, di fatica, di salite e discese – penso a quante persone nel tempo l’abbiano scalata – e che ora è diventato simbolo di un sogno, della possibilità di guardare verso l’alto dando spazio all’immaginazione. Dalla cava alla cava, ma con una trasformazione che apre a nuovi sguardi, a nuove visioni. Di nuovo ritorna un ritornello a me caro: “Dalla terra alle fantasticherie”, dall’esperienza concreta al tentativo di attraversare quella soglia che ci porta nel mondo delle possibilità dell’immaginario.

RENZO NUCARA E CARLA VOLPATI

ARBRE MAGIQUE “MEMORY”
L’istallazione ARBRE MAGIQUE “MEMORY” di Carla Volpati e Renzo Nucara è un omaggio allo spirito libero e creativo di Lillo Marciano. Il progetto ARBRE MAGIQUE, che Renzo Nucara e Carla Volpati portano avanti da alcuni anni, nasce dall’incontro dei singoli percorsi artistici: gli animali di Renzo Nucara e i personaggi immaginifici, chiamati Puppet di Carla Volpati. Popolato o ricreato con la leggerezza delle sue sagome sospese, l’albero si trasforma in un Arbre Magique, sorprendendo lo spettatore e al tempo stesso trasmettendo a chi lo guarda un messaggio.

DOROTHY BHAWL

ABRACADABRA
Gli antichi credevano che il connubio tra forza e materia generasse il ritmo del cosmo: Dorothy Bhawl, con la sua arte e visione del mondo, manifesta e riproduce lo stesso concetto.
Il sigillo, la cui forma si concretizza grazie all’opera e al suo stesso riflesso, è stella del macro e del micro cosmo e in questo Tutto vi sono raffigurati l’evoluzione e l’involuzione, la forma e la sintesi del pensiero Ermetico.

STEFANO BOMBARDIERI

STRUZZO RUBRICK
Gli antichi credevano che il connubio tra forza e materia generasse il ritmo del cosmo: Dorothy Bhawl, con la sua arte e visione del mondo, manifesta e riproduce lo stesso concetto.
Il sigillo, la cui forma si concretizza grazie all’opera e al suo stesso riflesso, è stella del macro e del micro cosmo e in questo Tutto vi sono raffigurati l’evoluzione e l’involuzione, la forma e la sintesi del pensiero Ermetico.

GAC PROGETTOUTOPIA

AUTOSTORICIZZAZIONE
Allocuzione creata da GAC nel 1971 per significare la sua intenzione di partecipare attraverso un’enfasi di sé stesso alla comunicazione del sistema dell’arte.

GIANPIETRO MORETTI

LA PELLE
Marmo Botticino.
L’interno femminile (anima) e l’esterno maschile (corpo) dialogano tra loro sui lati della scultura, grazie all’istinto di sopravvivenza, al sesso, al DNA e alla natura con la sua velocità/lentezza.

LA CRESCITA DELL’UOMO CHE CAMMINA NEL RISPETTO DELLA SUA NATURA
Installazione: bronzo, gesso, marmo, silicone carta e fotografie.
L’opera dedicata a Lillo Marciano è un diario di lavoro dell’artista, riguardante i pensieri fatti nel frangente dell’esecuzione dell’opera.
Il bronzo genuflesso si appoggia al cumulo degli scarti di lavorazione governato dal “padre”.
Il masso nero ricorda una precedente esposizione del bronzo.
Le tre fotografie suggeriscono il moto delle due figure in bronzo, dove la donna sta camminando verso il cielo.

FRANCO GHIRARDI

ENERGIA PULITA
La ruota: simbolo dell’eterno ripetersi, origine e fine delle cose, partenza e ritorno, assume in quest’opera il significato di creazione e continuo rinnovo. Energia che raccoglie forza da sé stessa, dentro al moto eterno e circolare proprio della sua natura. La ruota è però aperta da uno spiraglio, lobata e tonda nei contorni, come se l’acqua e il vento che la sfiorano pronte ad azionarne il moto, attendessero un momento: la quiete, l’attesa del rinnovo.

PAGINE DI UN ROMANZO MAI PUBBLICATO
“Solleverà una nuvola di polvere, arriverà un rumore di fogli e più non tornerà – oppure tornerà totalmente altro…” (Osip Mandel’štam, 1911)
L’opera racconta una storia dolcissima, complessa e delicata, arruffata e allo stesso tempo estremamente chiara. È il romanzo della nostra vita, raccontato dentro fogli sparsi, accatastati ma fermissimi, in attesa di ordine, di occhi che li sappiano leggere, o magari di un colpo di vento che li scompiglierà cancellandoli per sempre.

BOSCO
Un gruppo di fiori dentro a una fitta vegetazione. Un bosco rosso racchiude un profumo…
“Alberi e rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.” (San Bernardo)

INFINITO INCONTRO
“Infinito Incontro nasce da un ritrovamento: una pietra chiara scoperta un giorno a Efeso, mi ha suscitato una visione. Essa si presentava piatta, la sua superficie mostrava un’incisione a raggera di otto linee. Quest’iscrizione mi ha spinto a chiedere un dialogo ad altre pietre”. Otto sono le pietre disposte in cerchio, una nona nel suo centro tagliata e lucida, la pietra di Efeso prende posto fuori esso, bianchissima. Disposti circolarmente, gli otto massi guardano verso al centro l’unica pietra tagliata, dalla superficie liscia, nera e riflettente. Diversa. L’esterna (la pietra bianca), contempla la creazione, meditando silenziosamente sulla sua stessa natura: un centro, chiama e riunisce ciò che
ha intorno, uno sguardo magnetico che chiede corrispondenza e geometria di linguaggio.

CRACKING ART

JUST ONE COLOR
I lupi delle favole sono spesso descritti come cattivi, ma la storia che vi raccontiamo oggi è quella di un lupo buono, nato per essere messo a guardia di un luogo particolare. Questo animale, oltre a essere una creatura carica di fascino, fonte di ispirazione per i racconti di Esopo, di Fedro, dei Fratelli Grimm, fino ad arrivare ad Herman Hesse, si presta ad esprimere l’idea di protezione e di responsabilità. Il lupo, predatore temuto ma anche antenato del cane e quindi amico distante dell’uomo, rappresenta una figura di tramite tra la natura incontaminata e la dimensione domestica, tra la natura e l’artificio; tema, quest’ultimo, di fondamentale importanza per il nostro movimento.
Come definire l’arte Cracking? Come ogni movimento artistico pienamente consapevole degli abbagli (e sbagli) del passato, il gruppo è stato in grado di recuperare brillantemente alcune concezioni riattualizzandole radicalmente. È così possibile rinvenire nelle sue opere un’innegabile parentela con la Pop Art, per la stessa capacità di mettere in crisi il sistema iconografico del sistema mediatico e della nostra società. Ma invece di prendere come bersaglio – facile – i prodotti di un’era votata al consumismo (dall’immagine delle star alla gamma completa delle merci in offerta sul mercato), i Crackings mettono in gioco un esercito di animali colorati, un insieme di figure semplici ma altamente simboliche; allo stesso tempo, hanno ben compreso come il vero artista non possa basarsi sulla filosofia del ready-made, né ricorrere allo stratagemma dell’oggetto di uso comune dislocato dal suo ambiente naturale e insignito dello status di opera d’arte in virtù della mera ricontestualizzazione in un luogo “Altro”. Le loro creazioni di plastica (i pinguini, i coccodrilli, i suricati) sono multipli, infiniti, alla stessa stregua dei prodotti generati dal mondo. Rifiutano l’unicità, vecchia concezione borghese di derivazione romantica, e si innestano nel nostro universo simbolico come cinica parodia del reale. Sono multipli, dunque molteplici, e come un virus possono arrivare a colpire ogni angolo di mondo, dando così il via alla creazione di nuovi spazi fisici ed immaginari.

ANGELO CONFORTINI

TOTEM
Simulato della donna partoriente.

AMAZZONE
Il nuovo sesso.

IVAN CONFORTINI

IL TORO E LA LUNA
L’eterna ricerca di ciò che non siamo.